Quando un desiderio vola in alto. Molto più in alto degli ideali.
Un grande spettacolo che corona l’antico sogno degli uomini. Elevarsi da terra e guardare la vita che scorre laggiù. Con le sue regole, con la suA gravità e le suE gravità. Ho visto mia sorella ballare molte volte in teatro e a casa. Non l’ho mai vista-evidentemente-fluttuare nell’aria prima di questa sera. Una grande emozione e un grande onore. Quattro ballerini acrobati che lievitano e scivolano tra le molecole di ossigeno e di luce compiendo meravigliosi disegni nell’aria e nello spazio. Da sempre mi commuove chi si porta al limite. Non importa se aiutato solo dal suo spirito o da illusioni ottiche. Mi piacciono le grandi imprese. Quelle in cui ci si può immedesimare o quelle dove si ha solo l’obbligo di restare in silenzio a guardare.
E mia sorella vola Chiunque lavori sodo per molti anni ( qualunque cosa faccia) merita molto più del tanto decantanto quarto d’ora di gloria. Merita di arrivare per tempo alla stazione dei “treni storici”. Quelli che non è nemmeno detto che passino. Però l’impegno e la ricerca costanti fanno sì che ad un tratto la stazione magica ti si presenti davanti. Allora se si è pronti, si può prendere coraggio ed entrare. Aspettare ancora. Ancora aspettare. Poi se quel treno, che in lontananza si intravede, decide di fermarsi, allora salutare tutti e salirci sopra.
E mia sorella vola. Con la leggerezza di un angelo e la pazienza di chi conosce il valore di restare sempre coi piedi per terra.Andate a vedere NO GRAVITY se verrà nella vostra città. E’ uno spettacolo da non perdere. Non ve lo dico perchè mia sorella ci balla e ci vola ( o non soltanto, per lo meno) ma perchè avrete la sensazione di volare per un’ora anche voi.
Anteprima mondialeOggi si vola. A teatro
Al Nazionale lo show «No Gravity» con Brian Sanders. Quattro ballerini-acrobati «galleggiano» in un cubo magico
Marchingegni barocchi e tecnologia contemporanea: bisogna avere una fantasia sbrigliata come quella di Emiliano Pellisari per fondere elementi così lontani, nel tempo e nella concezione, in uno spettacolo che ricrea l’illusione del volo umano. Nasce così «No Gravity», show «antigravitazionale» costruito secondo i dettami del physical theatre caro agli anglosassoni che debutta stasera in prima mondiale al Nazionale. Autore e regista, Pellisari si è lanciato nel progetto con l’entusiasmo di chi ama il teatro immaginifico seicentesco e rinascimentale coinvolgendo una squadra capitanata dal ballerino e coreografo Brian Sanders, cresciuto con Pendleton e i Momix e capace di mettere a frutto il suo training artistico in vari ambiti, compresa la tv (fra l’altro è stato il coreografo del «RockPolitik» celentaniano). Nei 19 quadri nei quali si articola lo spettacolo — incastonato in un «cubo magico» che occupa la ribalta e dà l’idea di un vuoto in cui si galleggia in libertà — i quattro performer in scena (oltre a Sanders, Barbara Cardinetti, Guendalina Agliardi e Giuseppe Verzicco) sono insieme ballerini e ginnasti, acrobati e attori, impegnati nella sfida del corpo umano liberato dai vincoli della forza di gravità. Superati i concetti di sopra&sotto e alto&basso, «No Gravity»si vota alla «verticalità» in una sarabanda sbrigliata di suoni e luci che sottolineano gli intrecci aerei dei movimenti: duetti, terzetti e quartetti di volta in volta atletici, romantici, comici o riflessivi.
Su una colonna sonora (curata da Marco Iannelli) che spazia da ritmi scatenati a suggestive atmosfere lounge, le evoluzioni catturano l’attenzione del pubblico distraendolo dai giochi accorti di teli e pedane, meccanismi rifrangenti e trucchi cinematografici alla «Matrix», proiettori e computer utilizzati per dare l’effetto dell’uomo «essere pensante, ma pesante» (come lo descrivono gli autori riuniti sotto lo pseudonimo di Raul Santiago) che conquista la leggerezza nel volo.