Brinda con me.
Perché sei fuori da me.
Saranno state le preghiere rivolte ai santi di tutte le squadre.
Una, per forza, doveva vincere.
Sarà che ho giocato tutte le schede dilapidando il patrimonio della pazienza e del decoro.
Una, per forza, doveva vincere.
Non ho guadagnato niente. Sono andato in pari.
Evviva lo stesso.
Hanno ragione le canzoni, i proverbi e le voci di strada.
Ha ragione il Tempo, Oscar per la  miglior sceneggiatura.
Vaffanculo Amore mio.
E possa essere questa l’ultima volta che ti spedisco laggiù e che ti chiamo amore.
Mi vedi tramortito, sfinito e muto.
E non è nulla rispetto a quando ti portavo qua dentro.
Cerchi una scusa? Te la do io: da dentro non si vede niente.
Piglia coraggio e guardami in faccia. Adesso. Che sei fuori da me.
Che fatica ti ci è voluta, eh..?
Quanta pochezza! Quanto ritardo, e quanta polvere lasciata cadere sulle parole importanti…
Ne avessi pronunciata tu,qualcuna. Almeno una; sarebbe bastata per rimandare o annullare la festa.
Invece no. Eccoci qui a brindare.
Mi metto pure un buon vestito e ti risparmio la canzone. Promesso.
Leva tutto, con calma, ma leva tutto. Ogni tua traccia.
Perché nessuno sappia cosa ho taciuto per te.
E perché nessuno, passando di qua, dopo di te, possa credermi così coglione.
Come lo sono stato.
Cin-Cin!