Quando si ha già la risposta non bisognerebbe cercare troppe domande.
Come l’arcobaleno. E’ utile domandarsi perché è bello?
No. E’ bello e basta.
Anzi, sapere se è il sole che si infrange nel vapore acqueo o se è la pioggia che incontra i raggi del sole toglie poesia allo spettacolo.
Possiamo cambiare l’ordine delle parole ma la bellezza dell’arcobaleno non cambia.
E poi l’arcobaleno, quello vero, quello raro, che unisce i due estremi della città dopo un temporale, dura talmente poco che buttare via il tempo a cercare spiegazioni  fisico-scentifiche  invece di ammirarlo e  di goderselo sarebbe demenziale.
Ma fare questa premessa è come darmi dell’imbecille da solo.
Io mi riempio di domande anche quando non serve.
E la cosa peggiore, è che investo dei miei punti interrogativi anche le persone che amo.

Loro, a volte, si scocciano.
Qualcuno prova rispondermi; altri se ne guardano bene.

Ora tocca vedere se sono più stupide le mie questioni o più pericolose le risposte che possono arrivare.

Sono stato assente per un po’. Roba di computer ingolfato e vacanzina improvvisa.

Sto bene e scrivo. Talvolta anche cose più edificanti di questa.

a presto. Nicc