Non è interpretabile un rifiuto. Non sempre.
Nessun dibattito da aprire, nessuna trattativa da intavolare.  NO. Così essenziale e chiaro.
Comprensibile in ogni angolo del mondo. Nessuna dietrologia. NO significa solo NO.
Non è interpretabile la tua bellezza. Non lo è nemmeno il mio sguardo che la contempla.
Non sono interpretabili tutte le lacrime. Lasciamole cadere per quello che valgono.
Non dovrebbe essere interpretabile il codice civile e nessuna legge di uno stato democratico.
Non sono interpretabili certi successi e non hanno bisogno di spiegazioni nemmeno alcuni fallimenti.
Non vorrei essere interpretato. Anche se questo potrebbe voler dire essere giustificato o perdonato più spesso. Vorrei essere capito. E, quando proprio non fosse possibile, accettato.
Capiterà anche di essere rifiutato.  E che sia.
Chissà perché la felicità è meno soggetta all’interpretazione… Si è felici e basta. Non perdiamo tempo a chiederci il perché.
Ci soffermiamo molto più spesso a interpretare il dolore, che in fondo non è altro che l’altra faccia della medaglia.
La porta o è aperta o è chiusa. E anche quando è semiaperta è aperta.
Non sto depotenziano le sfumature. Anzi, mi piacciono. Nelle persone, nell’arte, nei colori della natura e pure nelle idee. Cerco solo di non nascondermi dietro al mio stesso dito quando la verità  delle cose è molto più grande di ogni interpretazione.
 

“Che c’è un amore che sogna in grande però si adatta.
Perché d’amore, malgrado tutto, sempre si tratta.
Ma per salvare quest’ indecenza, io sono pronto a qualsiasi cosa.
Così pensavo; pensando a te.  Da casa a casa.
Da casa a casa.
“SE POSSO ESSER DEGNO DI QUELLO CHE SPERI.
SE UN GIORNO, MAGARI, HAI BISOGNO DI ME…
SE POSSO SPERARE CHE SCRIVERE SERVA A QUALCOSA
E SE C’E’ UN PREMIO CHE VALE ALLA FINE DI QUEST’ATTESA.
DA CASA, A CASA. “


Buona notte. Buon giorno.  Niccolò