27/11 2006
Tinta naturale
Scritto da NiccoDavide ed io, lo scorso gennaio abbiamo preso in custodia, in radio, una Stella di Natale che qualcuno ha regalato a qualcun altro per auguri sinceri o per rappresentanza… Di ritorno dalle feste, questa commercial-pianta era stata abbandonata, ridotta ai minimi termini, sciupata e decadente. Senza troppi sbattimenti, ma con costanza e regolarità, alla poveretta è stato dato da bere di tutto… Fondi di bottigliette da 0.30 cents, un po’ di cocacola, una fantalemmon ogni tanto, acqua gasata e naturale, caffè e “bevanda calda gusto thè”. Insomma sta creatura, oggi, sta che è uno spettacolo. Rigogliosa e riconoscente. Grassa e paciosa.
Ha affrontato il freddo dello scorso inverno e dell’autunno in corso. Il caldo torrido dell’estate e l’artificio dell’aria condizionata. E, siccome è stata collocata vicino alla cassa sinistra della regia della diretta, la Nostra si è ascoltata un anno di notizie, di fuori onda, di play lists , di singolini stagionali, e di grandi canzoni. Si è ascoltata le ansie degli speakers e i commenti caustici dei tecnici, si è sollazzata con le interviste ai cantanti e con i servizi della redazione. Ha goduto della luce al neon, ma anche dei toni caldi delle luci soffuse di “Parola d’ordine” (perdonate l’autoreferenza) e poi del buio e del silenzio riposante della domenica. Insomma, nel complesso, si è fatta un’idea.
Come è noto, le stelle di Natale hanno il centro delle foglie di un colore rosso rubino e il resto verde. Alla nostra non le pare vero di poter sfoggiare, quest’anno, la sua tinta naturale. Non accenna minimamente a farsi uscire quel rossore centrale (che non si sa se viene per timidezza, per imbarazzo, o per vanità..) e anzi, pare pavoneggiarsi del suo essere tutta acqua e sapone. (forse le abbiamo dato da bere pure quello… non so).
Uno dei “topoi” indiscussi della nostra cultura e del nostro immaginario è che la crescita di un fiore, di un albero, o di una pianta, (così come il viaggio) siano la grande metafora dell’esistenza umana. Che poi, altro non è che un progetto.
Quindi, chissà se converrete con me che sta piantina, tutto sommato, c’ha da dire la sua… “Affetto, affetto, affetto. Tenacia, resistenza, qualche distrazione, anticorpi, lavoro, lavoro, lavoro. Attesa, attesa, musica. Rumore,rumore,silenzio. Lealtà. Lealtà e coerenza. Zero orpelli, zero immagine. Zero rosso al centro che non serve. Vita, salute, e ancora affetto.
Ah, vedeste che figa!
(Per la verità, le piante all’inizio erano due. Ma una, nonostante le amorevoli cure è morta in fretta. Ma questa è roba seria di selezione della specie.)
Un disco per questi giorni: “9 Crimes” di Damien Rice. (la musica che, ancora una volta, vola alta sopra gli orpelli.)
November 28th, 2006 at 12:54 pm
Questa piccola pianta è la prova che non esistono “canoni” per i quali una persona, una pianta o un animale debba vivere…per stare bene…
E’ meraviglioso il modo in cui sei riuscito a trasformare la vita di una pianta “apparentemente” anonima, in una “cosa” così coinvolgente ed emozionante…
Oggi sono ripassata di qui perchè stanotte ti ho sognato, e non chiedermi come mai, perchè non lo so…ma eri proprio tu, ti sei presentato.
Un bacino.
November 29th, 2006 at 3:09 pm
E ti pare giusto? Io sono anni che cerco di far sopravvivere le mie piante, parlo con loro, le annaffio regolarmente, le coccolo, do loro importanza, luce e sontuosi vasi… e tutto questo non le tiene in vita più di una mezza stagione… finisce che mi abbandonano sempre. Poi arrivate voi, bella manica di matti (e in questa definizione ci rientrate uno per uno), versate l’impossibile nel terriccio e la stella rinvigorisce.
Hai proprio ragione, Nì, è davvero la metafora della vita: “Chi è troppo amato, amore non dà”.
E visto che a te tengo particolarmente, ti annaffio con un mix di coca-rum-mirtillo-miele-cenere-avanzidiarrostomisto-lime-camomilla-borotalco…
December 1st, 2006 at 2:30 am
Si si, si prova di tutto dalla cacca dell’animaletto alla cenere della sigaretta e…per affetto anche un bicchiere di latte. Accipicchia funziona e se funziona. Eh si perchè chi è troppo amato è…un amore che dà a chi vuole
December 24th, 2006 at 4:11 pm
ciao… qualche mese fa, ad aprile, avevo scritto un post parlando di mio fratello.. del fatto che ci conoscevamo poco, e gli dedicavo in quella pagina la tua canzone “fratello pop”. tu mi avevi lasciato un commento dicendomi di fargli leggere quelle righe e ora che si trasferisce nella nuova casa, beh lo farò, gli regalerò le tue canzoni e le mie parole. grazie nicco.. ciao e buon Natale! buona fortuna per la tua carriera!
_andrea.
December 26th, 2006 at 2:06 pm
Buon Natale e Felice Anno Nuovo, Niccolò.
Ely