12/06 2006
Emergenza/Necessità
Scritto da NiccoLaura dice che, a conti fatti, si può contare solo su sé stessi.
Ed è intransigente e irremovibile.
Ho provato a replicare sfoderando i soliti amici da contare sulla solite 5 dita della solita ed unica mano, ma non l’ho persuasa.
Certo non ho messo in campo amici stagionali, conoscenti fidati, estimatori e simpatizzanti del momento, ho sorvolato anche sul concetto di legami sinceri e duraturi per non sottrarre attenzione ai soliti cinque. Ma niente.
Laura dice che, a conti fatti, si può contare solo su sé stessi.
Laura (che tra l’altro è una di quelle che, contandomi le dita, la troverei subito) è di sicuro una ragazza disillusa e disincantata, molto pigra, (elemento non sottovalutabile nella ricerca di compagnia) piuttosto solitaria per attitudine e per scelta, ma fondamentalmente saggia e di non facili anatemi e considerazioni definitive a buon mercato. Quindi, se parla, vale la pena ascoltarla con attenzione.
Ma a me, sta cosa che nel momento del bisogno siamo costretti a tanta pochezza di scelta, mi getta in un bagno di amarezza e di indomite pippe mentali.
Forse tocca fare una piccola distinzione del famoso “caso di bisogno” e far partire due freccette:
la prima si chiama emergenza : e lì, ancora prima di arrivare al 113 o al telefono Amico, trovi di tutto. Trovi l’Italia intera pronta a smentire le sue contraddizioni e il suo egoismo e tenderti la mano ovunque tu sia. Trovi il passante mosso da pietà, trovi il vicino di casa premuroso e inaspettatamente gentile guarito dalla maschera demoniaca indossata alla riunione condominiale; trovi il popolo solidale che invia sms per suturare ferite di terremoti e cataclismi. Nell’emergenza trovi moltissimi amici capaci di esserci e di allungare consigli e aiuti. Più di quanti non speravi e non sapevi di averne. Trovi anime buone desiderose di tenderti la mano e dedicarti ,chi un pomeriggio, chi una cena, chi una notte intera. L’emergenza ha il suo fascino.
Poi c’è il caso della necessità. E lì la storia cambia. Meno grave e sensazionale dell’emergenza. Eppure spesso più lunga e più noiosa. E lì le regole sono le regole della giungla. E non le fai tu.
Basta un istante in cui le necessità di chi ti osserva appaiono più importanti delle tue che sei già solo. Poco importa che vincono sulle tue esigenze, un bottone scucito, l’Inter in trasferta, “l’amicizia che è una cosa ma il business che è un’altra… il cane che deve pisciare, quella che ha un battesimo e quell’altro che si alza presto… La necessità è come l’ospite che è come il pesce. E si sa, dopo tre giorni puzzano tutti e tre.
Allora ricacciamoci le nostre lacrime di coccodrillo agli occhi e diamo ragione a Laura.
Contiamo i nostri cinque amici , teniamoceli stretti e contiamo su noi stessi.
July 13th, 2006 at 11:50 pm
Cavolo Nic.. giusto questo questo dovevo leggere per andare definitivamente in depressione..
beh almeno te riesci a contare i tuoi 5 “amici”…io non credo di avere amici ed è una cosa che ho scoperto da poco.. inizio a contare solo su me stessa e devo dire che non è un cattivo metodo anzi ti offre anche discreti vantaggi direi.. ammetto che inevitabilmente ogni tanto ci pensi e la cosa ti fa stare male.. ma in un certo senso me la sono voluta…
ora finirò in discorsi di cui magari non ve ne frega un cavolo.. ma giusto per farvi capire che non sono un asociale, ma che la mia “solitudine” scaturisce da remote vicende..
Ciò che mi ha reso difficile trovare un rapporto di amicizia stabile sono sicuramente i continui traslochi da paese in paese.. e per quanto non fossero così distanti tra loro non è stato comunque facile reiniziare ogni volta da capo.. in realtà un’amica l’ho trovata.. ed è stato proprio lì il mio errore, contare solo su di lei chiudendoci nella nostra nicchia non permettendo a nessun’altro di entrare.. Oddio ci siamo rimaste fedeli ancora tutt’ora.. ciò che lei non sa è che io la vedo molto diversa da me, incapace di capire alcuni miei pensieri, vuoi per ingoranza vuoi per la spensieratezza che ha e che a volte le invidio, il fatto è che si cresce e vuoi o non vuoi le strade si dividono, si coltivano interessi diversi è se è vero che si dice che gli opposti si attraggono.. beh nel mio caso non è così…
July 13th, 2006 at 11:50 pm
Mi ero preparato una lunga riflessione.. ma poi l ho cancellata di botto…
Leggendo però credo che a volte abbiamo gli amici contati come le dita di una mano, perchè ci chiudiamo in un guscio, creiamo un elite di persone e nessuno esce e nessuno entra… Per poi lamentarci del fatto che nel momento del bisogno non c’è nessuno…
Siamo noi ad essere contorti… Siamo noi vittime di troppe pippe mentali… Il resto è solo fortuna o sfiga, persone sensibili e persone menefreghiste, dare e avere….
Laura ha in parte ragione… ma è una piccola parte… Bisogna trovare le radici delle nostre solitudini e poi trarre le conclusioni…
Dal canto mio io qualcosa ho capito… che nella mia vita spesso ho dato troppo a persone da cui ricevevo poco + di un saluto e dato troppo poco a persone che mi davano l’anima…
Chissà poi perchè…
July 13th, 2006 at 11:51 pm
strano che parli propio io….
Perchè ho avuto una grandissima delusione,
da Rosario mio ex vicino di casa e mio migliore amico per nove anni.., lui per me un fratello, io forse non sarò perfetta(sicuramente) ma su rosario posso dire che l ho amato ogni minuto e forse lo faccio ancora(amato= nel senso di amicizia).
Mi ha ferita… e ho provato a parlargli e per me non c è orgoglio, non c è nulla pur di salvere un amicizia così importante… ma forse lo era solo x me.
Il punto è che… per quanto possa soffrire ancora dopo più di un anno, per quanto può mancarmi, per quanto sia delusa anche da mio padre(sangue del mio sangue) in un anno x me tragico, non smetto, non smetto di credere, e non smetto di dare opportunità… a mio padre l ho data e facciamo piccoli passi.
Ingenua? si può anche darsi… ma cosa potrei essere un giorno se non faccio ciò che sento?
non vi racconto questo per farvi cadere in depressione ( non è ho intenzione) ma per fare riflettere.
e nello scorso anno… ho perso ma ho trovato tanto, c è chi è rimasto con me e c è anche che mi amo un pò di più.
July 17th, 2006 at 12:39 pm
Ciao niccolo, io mi sento d’accordo con quello che scrive fratellopop.
Me ne accorgo tutti i giorni che ad ogni giorni incrociamo tante persone che conosciamo per un saluto, 4 chiacchere, magari li sentiamo al telefono, gli chiediamo un favore, ci chiedono un consiglio e cose così… magari leggiamo anche la tristezza nei loro occhi, ma non troviamo mai il tempo per un caffè con loro.. Siamo tutti così purtroppo, sembra che non troviamo mai tempo.. ma tempo ce ne è sempre a sufficienza, non bariamo.. è che al di fuori del nostro orticello siamo tutti fondamentalmente egoisti!