Torno a casa un po’ stanco dopo una lunga giornata in studio.
Scarico le mail e tra le solite decine di cazzate e di spammig velenoso ne leggo una che comincia così:
“Caro Nic,
Non ti sento più da un pezzo. Come va? Dove sei? Sei sempre in radio?
Rispondi appena hai tempo e voglia.
Da me niente di nuovo, tranne la voglia che ci sia qualcosa di nuovo.
La vita è molto strana: Per anni non riesci a fare tutto quello che vorresti fare, poi, di colpo, scompare tutto: Quello che ti interessava non ti interessa più, i contatti umani si diradano e, in realtà, non me ne importa più niente. Mi rimane ancora la lettura, alla sera, e, di giorno, la ricerca della natura (che in realtà a Milano è piuttosto povera!).”
Potrebbe non esserci nulla di strano se non un eccesso di pessimismo leopardiano in chi scrive. Magari un amico che non sento da qualche tempo, un po’ rottamato dagli eventi o uno sfogo depressivo di un’amica in cerca di attenzioni che si sente un po’ trascurata.
Invece chi scrive è mia nonna, che ha abbondantemente superato gli 85 e a questo punto, mi verrebbe da dire che ha superato pure sé stessa.
Una donna che decide di comprarsi un computer, scegliere se affidarsi a Mac o a Bill Gates, districarsi tra le mille offerte e promozioni telefoniche, collegarsi a internet , crearsi un account , scrivere una mail e inviarmela attraverso l’indirizzo del mio sito. Geniale. E poi mi racconta che non c’è niente di nuovo tranne la voglia che ci sia qualcosa di nuovo… vaffanculo nonna. Beata te che hai i contatti umani diradati, (io i capelli) che leggi di sera e che di giorno cerchi la natura a Milano e la difendi con un eufemismo generoso.
Beata te che ne hai visti di tutti i colori e che ne continui a vedere. Che hai viaggiato per tutto il mondo e che rosichi perché non hai visto mai l’Australia. Che hai conosciuto prima il telefono, poi la televisione, poi il fax, poi i telefonini, poi il web. Il tutto crescendo quattro figli, svariati nipoti che a turno volevano l’abbonamento a “Topolino” il “DolceForno Harbert”, le “Girelle” e la play station. 1e2. Leggendo Dante e trasmettendo il tuo amore per l’Africa.
Mi stanno scattando un cinismo, un’invidia e un amore enormi. Con la presunzione di credere che il DNA non sia un’opinione e di trovare, un giorno, lontanissimo da qui, il coraggio e la sfrontatezza di scrivere a mio nipote le stessa cose che oggi mi scrivi tu.. Magari attraverso la trasmissione del pensiero.