Legati da molto meno dei “sei gradi di separazione”. Molto più di quanto non si possa immaginare. Più passa il tempo e più mi accorgo che il destino è una tovaglia comune sulla quale sono apparecchiati molti più coperti degli invitati previsti per cena.
Eppure arriveranno tutti. Invitati e non. Chi con qualche ora in anticipo, chi puntualissimo, chi quasi alla fine; poco prima del caffè. E, incredibile, si conosceranno e ci conosceremo tutti. Spiegami che c’entra Francesco con Daniela. Daniela con Davide e Davide con Ludovica… C’entrano tutti. Con tutti. Qui non si tratta di proprietà transitiva. Qui non si tratta che siccome io voglio bene a Maria, allora Andrea che vuole bene a me, vuole bene per forza anche lui a Maria.
Qui, piuttosto, si tratta di un disegno molto più alto e preciso dei nostri aperitivi e delle nostre simpatie. Siamo legati. Che ci piaccia o no. E ci piace. Perchè, per nostra fortuna, siamo tutte persone “carine”. (il termine è detestabile, lo so. Non ne ho in mente uno più adatto.) Allora non sorprendiamoci più quando ci troviamo a centinaia di chilometri di distanza a parlare di uno e dell’altro con persone che fino ad un attimo prima credevamo impensabile che potessero conoscerci ed amare i nostri stessi oggetti d’amore. Siamo legati. Nel bene e nel male. E nel bene. Perchè, per nostra fortuna, siamo tutte persone “carine”. (vale il discorso di prima.)
Siamo parole crociate. una intrecciata all’altra. In un magico e inquietante cruciverba. L’unica prigione che accetto e dalla quale non tento di evadere. Nel mio nome e cognome in orizzontale c’è spazio per quindici intersezioni verticali e a partire da lì i multipli non si contano più.Chissà qual’è il confine. E chi delimita i lati del quadrato oltre i quali non si possono aggiungere nomi.
Per ora mi piace la lealtà e la passione di questa “squadretta rionale”. fastidiosamente elitaria e tremendamente snob. Dove però vige ancora la regola che dove si mangia in cinque si mangia anche in sette e dove si mangia in sette si può mangiare anche in nove. E quando finisce il sugo? Chiedono i detrattori… Non so. Siamo legati. Ci siamo legati.