July 2005


“Lascio che sia tutto sospeso. Solo col ghiaccio nel bicchiere. 

Non sono affatto esagerato. In fondo, ho smesso di fumare. 

Insieme a lei, che forse mente. Ma più mi sfugge e più è di fronte. 

E più la cerco e più è distante.” 

 

Proprio là, dalla radio, da dove normalmente partono messaggi rassicuranti; da dove arrivano e si diffondono canzoni e softnews rubate dalle “brevi” di quotidiani gratuiti, si stacca una storia che sempre di più ha dell’incredibile. Eppure è una storia che sempre di più ci appartiene e sempre di più diventa vera e vicina. 

Allora parte la rincorsa all’edizione straordinaria, alla notizia più cruda, a quella più drammatica che in definitiva è poi quella più vera. Parte la ricerca dell’identità del nemico che si fonde con un viso tirato e barbuto e con un’intera ideologia. Proviamo, noi, ad intuirne i confini e ad indovinarne le traiettorie. E tanto più è precisa per chi la sente e la vive, tanto più è incomprensibile per chi, disperatamente la subisce. Scivola il ricordo alle Torri, alla ferrovia madrilegna, sorvola l’insicurezza delle capitali mondiali  e approda a Londra. Oggi.  E diventa notizia per chi la sa dare, e diventa opinione per chi ne ha una, e diventa un’immagine per chi la sa fermare.

Per alcuni, per molti, per me, il ricordo si fa solo paura trasformandosi poi, in un  bisogno privato di sicurezza. Penso, in questi momenti, a cosa mi rende sicuro e protetto. Le solite cose. le solite meravigliose cose:  

due genitori generosi e una sorella che balla. Dieci amici che sono i miei eroi, una casa, il mio lavoro, i miei dischi, i miei libri, i miei segreti e lo sguardo delle persone che amo che punta dritto e fiero al futuro.